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Nuovi incentivi per le pompe di calore: cosa cambia per famiglie ed edifici

Nuovi incentivi per l'installazione di pompe di calore a Varese

L’Italia accelera sulla transizione energetica e rafforza il sostegno alle pompe di calore grazie al recepimento della direttiva europea RED III. Con il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, il Governo punta ad aumentare in modo strutturale l’utilizzo delle fonti rinnovabili nei settori chiave dell’economia, tra cui edilizia, industria e trasporti.

Tra le novità più rilevanti spicca proprio il potenziamento degli incentivi per le pompe di calore, che potranno essere installate anche in aggiunta a caldaie già presenti e di recente installazione, senza obbligo di rottamazione. Un cambiamento importante che apre nuove opportunità concrete per famiglie e condomìni.

Perché la direttiva RED III è così importante per l’Italia

La direttiva RED III (2023/2413) fissa nuovi e ambiziosi obiettivi in materia di energie rinnovabili a livello europeo. Il termine per il recepimento era stato fissato al 1° luglio 2024, ma il ritardo italiano aveva già portato all’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

Con l’approvazione del decreto, l’Italia si riallinea finalmente alle regole UE e mette nero su bianco una serie di impegni vincolanti per il periodo 2026-2030, chiudendo di fatto il contenzioso con Bruxelles.

Rinnovabili in crescita: gli obiettivi al 2030

Il decreto stabilisce target chiari e misurabili:

  • +1,1% all’anno di rinnovabili nei settori riscaldamento e raffrescamento dal 2026 al 2030
  • Almeno il 40,1% di energia rinnovabile negli edifici entro il 2030
  • +1,6 punti percentuali medi annui per la quota di rinnovabili utilizzata nell’industria
  • 29% di rinnovabili nei trasporti entro il 2030, includendo biocarburanti, biometano e biogas
  • 5% della nuova capacità da tecnologie innovative – fotovoltaico evoluto, eolico offshore galleggiante, idrogeno verde, solare termodinamico, geotermia avanzata, energie marine

È un cambio di passo che coinvolge direttamente anche il settore del riscaldamento domestico, con un ruolo centrale affidato alle pompe di calore.

Edilizia e impianti termici: cosa cambia nelle ristrutturazioni

Un capitolo fondamentale del decreto riguarda proprio gli edifici. In caso di ristrutturazione degli impianti termici – quindi non un semplice cambio di caldaia, ma interventi più radicali – come trasformazione da impianto centralizzato ad autonomo o sostituzione dei termosifoni con impianti radianti a pavimento – almeno il 20% dei consumi per l’acqua calda sanitaria dovrà essere coperto da fonti rinnovabili.

Questo implica che la sola caldaia a condensazione non sarà più sufficiente: servirà almeno un sistema ibrido, che abbini caldaia e pompa di calore, oppure un impianto interamente basato sulle rinnovabili.

Incentivi potenziati per le pompe di calore “add-on”

La vera novità sul fronte incentivi riguarda le pompe di calore add-on, ovvero quelle installate in aggiunta a caldaie già esistenti, purché di recente installazione (fino a 5 anni di età).

L’obiettivo è chiaro:
evitare la rottamazione prematura delle caldaie moderne
integrare gli impianti esistenti in sistemi ibridi più efficienti.

In questo modo si riducono:

  • i costi per i cittadini,
  • gli sprechi tecnologici,
  • le emissioni complessive.

Il decreto definisce anche le caratteristiche tecniche degli apparecchi che potranno accedere agli incentivi, riprendendo quanto già previsto nel recente aggiornamento del Conto Termico.

Pompa di calore ibrida: la soluzione più flessibile per la transizione

L’integrazione tra caldaia e pompa di calore è oggi una delle soluzioni più intelligenti per:

  • ridurre i consumi di gas,
  • abbattere le emissioni,
  • aumentare l’efficienza energetica senza stravolgere l’impianto esistente.

In un sistema ibrido:

  • la pompa di calore lavora nelle condizioni più favorevoli,
  • la caldaia interviene solo quando serve più potenza o con temperature esterne molto rigide.

Il risultato è un impianto più sostenibile, più economico nel tempo e perfettamente in linea con le nuove politiche europee.

Cosa significa tutto questo per famiglie e condomìni

Il nuovo quadro normativo rende le pompe di calore:

  • più accessibili grazie agli incentivi,
  • più convenienti anche negli impianti già esistenti,
  • sempre più centrali nelle strategie di riqualificazione energetica.

Chi sta pensando di rinnovare il proprio sistema di riscaldamento oggi può:

  • partire con un sistema ibrido incentivato,
  • programmare una transizione graduale verso un impianto totalmente rinnovabile,
  • aumentare il valore dell’immobile in ottica futura.

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