Se possiedi una stufa a pellet, un caminetto o una caldaia a biomassa o stai valutando la loro installazione, c’è una novità che riguarda da vicino milioni di famiglie italiane. Il sistema che classifica quanto sono “puliti” ed efficienti questi apparecchi sta per cambiare, e non si tratta di un dettaglio tecnico da addetti ai lavori: influenzerà gli incentivi disponibili, la scelta dei prodotti sul mercato e, in prospettiva, anche il valore energetico della tua abitazione.
Da 5 a 7 stelle: cosa prevede la nuova classificazione
Fino a oggi, il sistema di classificazione ambientale degli apparecchi a biomassa si fermava alla Classe 5 stelle, il livello più alto raggiungibile per stufe, caminetti e caldaie a legna o pellet. Di recente il Governo ha notificato alla Commissione Europea una proposta di aggiornamento che introduce due nuovi livelli:
- Classe 6 stelle, pensata sia per le caldaie sia per gli apparecchi domestici come stufe e inserti (esclusi i caminetti aperti);
- Classe 7 stelle, riservata esclusivamente alle caldaie, pensata per premiare le tecnologie più avanzate del settore.
Non solo: anche la Classe 5 stelle attuale verrà resa più severa, con limiti più stringenti sulle emissioni di monossido di carbonio e requisiti di rendimento energetico più alti. In pratica, l’intera scala si sposta verso l’alto, e chi produce o installa questi apparecchi dovrà adeguarsi a standard più esigenti.
Perché l’Italia cambia le regole proprio ora
Dietro questo aggiornamento c’è una questione che va avanti da anni: la qualità dell’aria nelle città e nelle zone più densamente popolate del Paese. L’Italia è coinvolta in quattro procedure di infrazione europea legate al superamento dei limiti di PM10, PM2,5 e biossido di azoto previsti dalla normativa comunitaria, e due di queste sono già arrivate a una sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia UE. Il rischio concreto, in caso di ulteriori inadempienze, sono sanzioni economiche pesanti per lo Stato italiano.
Non è un caso che il settore della biomassa sia finito sotto la lente: secondo i dati AIEL, nel 2024 in Italia risultavano installati circa 8,9 milioni di apparecchi a biomassa, di cui oltre 8,5 milioni tra stufe e caminetti domestici e più di 300.000 caldaie per il riscaldamento di case e attività commerciali. Con numeri così alti, anche un piccolo miglioramento nelle prestazioni emissive di ogni singolo apparecchio si traduce in un impatto concreto sulla qualità dell’aria che respiriamo.
Il legame con il Conto Termico 3.0
Chi ha seguito con attenzione il Conto Termico 3.0, entrato in vigore con il D.M. 7 agosto 2025, forse ricorda un dettaglio che all’epoca aveva lasciato perplessi molti addetti ai lavori: il decreto riservava gli incentivi ai generatori a biomassa “di classe 5 stelle o superiore” – un riferimento a classi che, all’epoca, semplicemente non esistevano ancora. Oggi quel passaggio trova finalmente una spiegazione: il legislatore aveva già in cantiere l’introduzione delle nuove classi 6 e 7 stelle, di fatto anticipando la direzione che il mercato avrebbe preso.
Il messaggio per chi sta valutando un nuovo impianto è chiaro: la classificazione ambientale sarà sempre più determinante non solo per la sostenibilità della propria casa, ma anche per l’accesso a eventuali incentivi futuri.
Quando entrerà in vigore
Al momento la nuova classificazione non è ancora operativa. Lo schema di decreto è sottoposto alla procedura di notifica prevista dalla Direttiva UE 2015/1535, che prevede un periodo di “sospensione” (standstill) fissato al 25 settembre 2026. Solo dopo questa data l’Italia potrà approvare in via definitiva il provvedimento.
Questo significa che la prossima stagione termica potrebbe aprirsi già con le nuove regole in vigore. Se stai pensando di sostituire una vecchia stufa o caldaia, o di installarne una per la prima volta, sarà utile tenere d’occhio l’evoluzione della normativa nei prossimi mesi, per capire come orientare al meglio la propria scelta.
Cosa significa per la tua famiglia
Se hai in casa un impianto datato, magari installato prima che esistessero criteri emissivi rigorosi, questo è un buon momento per una valutazione: un apparecchio moderno di classe alta consuma meno combustibile a parità di calore prodotto, inquina meno e, con le nuove regole, sarà anche più facilmente in linea con eventuali requisiti per gli incentivi. Se invece stai valutando un primo acquisto, sapere che il mercato si sta muovendo verso standard più alti ti aiuta a scegliere un prodotto che resti valido per anni, senza il rischio di ritrovarti con un apparecchio già superato dalla normativa.
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