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Pannelli termofotovoltaici per la casa: come produrre elettricità e acqua calda con un solo impianto sul tetto

Termofotovoltaico per casa: risparmio a Varese e provincia

Immagina di installare sul tetto un solo impianto e ottenere, allo stesso tempo, l’elettricità per gli elettrodomestici e l’acqua calda per doccia e riscaldamento. Non è fantascienza: si chiama termofotovoltaico, e per chi ha un tetto di dimensioni limitate, come capita spesso nelle case delle nostre zone, può essere la soluzione più intelligente per sfruttare al massimo lo spazio disponibile.

Vediamo come funziona questa tecnologia, quali vantaggi offre concretamente a una famiglia e quando ha senso installarla, magari abbinata a un sistema di accumulo.

Cos’è un pannello termofotovoltaico (PVT) e come funziona

Un pannello fotovoltaico tradizionale fa una sola cosa: trasforma la luce del sole in elettricità. Ma non tutta l’energia solare che colpisce le celle diventa corrente: una parte consistente si trasforma in calore, che se non viene gestito fa semplicemente surriscaldare il pannello, riducendone il rendimento.

Il pannello PVT (fotovoltaico-termico) nasce proprio per non sprecare quel calore. Sul retro del pannello è installata una serpentina in cui scorre un fluido che assorbe il calore in eccesso. Quel calore, invece di disperdersi, viene convogliato verso un serbatoio di accumulo o un boiler, dove diventa acqua calda sanitaria oppure alimenta un impianto di riscaldamento a bassa temperatura, come un pavimento radiante.

Il risultato è un doppio beneficio da un unico pannello: energia elettrica per la casa ed energia termica per riscaldamento e acqua calda, usando lo stesso spazio di installazione che occuperebbe un impianto fotovoltaico normale.

C’è anche un “effetto collaterale” positivo: raffreddando le celle, il sistema di recupero termico aiuta il pannello a mantenere un rendimento elettrico migliore anche nelle giornate più calde, quando i pannelli tradizionali tendono a perdere efficienza.

Pannelli PVT ad aria o ad acqua: quale scegliere

Non tutti i pannelli PVT funzionano allo stesso modo. La differenza principale riguarda il fluido termovettore, cioè il mezzo che trasporta il calore recuperato.

  • PVT ad aria: il calore viene ceduto direttamente all’aria, che può essere distribuita negli ambienti. Sono più semplici da installare e manutenere, ma con un rendimento termico più contenuto (indicativamente tra il 30% e il 40%). Si abbinano bene a impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC), per preriscaldare l’aria di rinnovo.
  • PVT ad acqua: usano un fluido a base acquosa, con una capacità di accumulo e trasferimento del calore superiore. Il rendimento termico sale al 40-50%, che li rende la scelta più indicata per case con riscaldamento a pavimento radiante o con un serbatoio di accumulo per l’acqua calda sanitaria.

La scelta giusta dipende da come è fatta la tua casa: dall’impianto di riscaldamento già presente, dallo spazio disponibile e da quanta energia termica serve effettivamente.

Quanto rende davvero un impianto termofotovoltaico

Numeri alla mano, un pannello PVT ben dimensionato può:

  • aumentare l’efficienza elettrica fino al 13% rispetto a un pannello fotovoltaico tradizionale, grazie al raffreddamento delle celle;
  • convertire tra il 30% e il 50% dell’energia solare captata in energia termica, a seconda del fluido e delle condizioni di esercizio;
  • raggiungere un rendimento globale dell’impianto intorno al 70-80%, un risultato che nessun impianto fotovoltaico “semplice” può ottenere, perché produce solo elettricità.

Da considerare però che nei mesi invernali le prestazioni termiche calano, per via delle temperature più basse e della minore insolazione. In quei periodi serve comunque un sistema di riscaldamento di supporto per garantire comfort costante. Il termofotovoltaico va quindi pensato come un tassello che si integra con l’impianto esistente, non come un sostituto totale.

Quando conviene installare un termofotovoltaico con accumulo

Il termofotovoltaico non è la soluzione universale per ogni casa, ma diventa particolarmente vantaggioso in due situazioni concrete.

  1. Case con consumi energetici elevati. Se la tua famiglia ha bisogno sia di molta elettricità sia di molta acqua calda o riscaldamento, abbinare il PVT a un sistema di accumulo permette di conservare l’energia in eccesso prodotta durante il giorno e usarla quando serve, riducendo la dipendenza dalla rete e abbassando i costi in bolletta, sia per la luce che per il gas.
  2. Case con buona esposizione solare. Se il tuo tetto riceve molte ore di sole, il PVT può produrre quantità significative di energia, sia elettrica che termica, migliorando sensibilmente il ritorno sull’investimento e accorciando i tempi di rientro dei costi iniziali.

A questi due casi si aggiunge un terzo scenario molto comune nelle nostre zone: le case con tetti piccoli, tipiche dei centri urbani, dove non c’è spazio per installare due impianti separati (fotovoltaico + solare termico). Con il PVT, lo stesso pannello copre entrambe le esigenze.

Cosa considerare prima di installarlo

Essendo un sistema più complesso di un impianto fotovoltaico tradizionale, il PVT comporta alcuni aspetti da valutare insieme a un tecnico:

  • il costo iniziale è generalmente più alto, per via della tecnologia ibrida;
  • serve una manutenzione periodica, che include il controllo (ed eventualmente la sostituzione) del fluido termovettore, per mantenere l’efficienza dell’impianto nel tempo;
  • la scelta tra PVT ad aria o ad acqua, e il corretto dimensionamento del sistema di accumulo, vanno calibrati sulle caratteristiche specifiche della tua abitazione.

È un investimento che va progettato su misura: per questo un sopralluogo tecnico preventivo fa davvero la differenza sul risultato finale.

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Baldina opera da oltre 40 anni nell’installazione e assistenza di impianti di riscaldamento, climatizzazione e sistemi fotovoltaici nelle province di Varese, Milano, Como e Novara.

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