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Miscele metano/idrogeno per alimentare le caldaie: scopriamo quest’interessante novità “green”

L'idrogeno come alternativa green per il riscaldamento

Le caldaie “hydrogen 20% ready”, ovvero funzionanti grazie ad una miscela di metano e idrogeno, rappresentano una delle novità più interessanti nel mondo del riscaldamento e potrebbero divenire un autentico punto di riferimento nel prossimo futuro.

I punti di forza di una simile soluzione sono importanti; non esitiamo, dunque, ed andiamo a scoprirli.

Un gas facilmente reperibile in natura

Anzitutto, l’idrogeno è un combustibile facilmente reperibile in natura, e può essere ottenuto compiendo operazioni quali gassificazioni, steam reforming ed elettrolisi dell’acqua.

Si tratta di processi molto energivori che tuttavia, se compiuti facendo ricorso ad energie rinnovabili, non rappresentano una minaccia per l’ambiente, anzi possono rivelarsi preziosissimi nell’ottica dell’ecosostenibilità.

Per produrre idrogeno verde, peraltro, non sono necessarie importanti infrastrutture, e questo è un ulteriore vantaggio, ma come lo si potrebbe distribuire?

Come potrebbe essere distribuita questa miscela

Come ben sappiamo, la modalità prioritaria del consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili è quella diretta ed istantanea, ma la distribuzione dell’idrogeno verde non sembra essere problematica.

Anzitutto, le odierne reti dedicate al trasporto del gas dovrebbero essere già idonee, sebbene non manchino alcune difficoltà tecniche, su tutte l’elevata infiammabilità di questo gas e il fatto che la sua molecola sia la più piccola in natura, di conseguenza vi è una tendenza potenziale molto elevata a fuoriuscire da tubazioni, serbatoi ed impianti.

La società Snam S.p.A., leader in Europa per quel che riguarda il trasporto e lo stoccaggio di gas naturale, ritiene che il 99% della rete attualmente attiva in Italia sia in grado di trasportare miscele di metano/idrogeno al 10% e, con degli accorgimenti mirati, si riuscirebbe a renderla idonea anche al trasporto di miscele con percentuali di idrogeno superiori.

La già citata percentuale del 20% è reputata quella ideale per diverse ragioni: per le caratteristiche della rete, appunto, ma anche nell’ottica della sicurezza e della funzionalità.

È interessante sottolineare, inoltre, che è in atto lo studio finalizzato alla realizzazione un’infrastruttura dedicata al trasporto di idrogeno, grazie alla quale, nel 2040, una ventina di nazioni europee saranno connesse con alcune del Nord Africa, dove dovrebbero essere realizzate delle importanti infrastrutture produttive.

Principali caratteristiche tecniche dell’idrogeno

A livello tecnico, l’idrogeno può vantare una densità energetica in massa pari all’incirca al triplo di quella dei combustibili gassosi tradizionali, il suo potere calorifero, però, è leggermente inferiore.

Per ottenere delle performance di riscaldamento analoghe, dunque, sarebbe necessario un consumo superiore dal punto di vista quantitativo, ma ciò non rappresenterebbe un problema rilevante, soprattutto laddove le reti di distribuzione dovessero rivelarsi efficaci.

Quanto all’ambiente, il vantaggio legato all’uso delle caldaie “hydrogen 20% ready” sarebbe enorme: le emissioni, infatti, corrisponderebbero quasi esclusivamente a vapore acqueo.

Attese delle importanti novità a livello normativo

Non resta che attendere, dunque, per scoprire se l’utilizzo delle caldaie alimentate con miscele metano/idrogeno riuscirà a diffondersi.

Le premesse, come visto, sono molto positive, e in tale ottica potrebbero presto verificarsi, nel settore, degli importanti cambiamenti normativi.

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