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Nuove regole 2026 per le pompe di calore: cosa sapere prima di installarne una

Installazione pompe di calore a Varese e provincia: cosa sapere degli incentivi 2026

Incentivi 2026 per le pompe di calore: cosa cambia

Le pompe di calore sono sempre più al centro dell’attenzione come soluzione per la transizione energetica delle abitazioni italiane. Efficienti, elettriche e compatibili con le energie rinnovabili, sono tra le scelte più interessanti per ridurre consumi ed emissioni.

Dal 4 febbraio 2026, però, sono cambiate alcune regole importanti per accedere agli incentivi statali come Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico. Con il D.Lgs. 5/2026, che recepisce la direttiva europea RED III, sono stati aggiornati i requisiti tecnici che gli impianti devono rispettare per ottenere le agevolazioni.

Le novità riguardano soprattutto tre aspetti:

  • il modo in cui si misura l’efficienza delle pompe di calore
  • l’obbligo di sistemi di regolazione più evoluti
  • nuove regole per gli impianti ibridi.

Capire questi cambiamenti è fondamentale per chi sta valutando la sostituzione della caldaia o la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione.

Dal COP allo SCOP: come cambia il modo di misurare l’efficienza

Uno dei cambiamenti più importanti introdotti dal decreto riguarda il parametro utilizzato per valutare le prestazioni delle pompe di calore.

Fino al 2025 il riferimento principale era il COP (Coefficient of Performance), cioè l’efficienza della macchina misurata in laboratorio in condizioni standard. Questo valore indicava quanta energia termica veniva prodotta rispetto all’energia elettrica consumata, ma rappresentava solo una fotografia in condizioni ideali.

Dal 2026 il criterio diventa invece lo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance), ovvero l’efficienza media dell’impianto durante tutta la stagione di riscaldamento. In altre parole, non conta più solo la prestazione teorica della macchina, ma come funziona realmente nel corso dei mesi invernali.

Insieme allo SCOP viene considerato anche il parametro ηs% (efficienza energetica stagionale) previsto dalle norme europee Ecodesign.

Per accedere agli incentivi, le pompe di calore dovranno rispettare valori minimi specifici. Ad esempio:

  • per pompe di calore aria-acqua lo SCOP minimo richiesto è circa 2,8 con efficienza stagionale superiore al 110%
  • per sistemi aria-aria fino a 12 kW lo SCOP deve arrivare almeno a 3,8.

Questo comporta che solo macchine realmente efficienti potranno beneficiare delle agevolazioni fiscali.

Valvole termostatiche obbligatorie per accedere agli incentivi

Un’altra novità importante riguarda la regolazione dell’impianto di riscaldamento.

Il decreto introduce l’obbligo di installare valvole termostatiche a bassa inerzia termica sui corpi scaldanti quando si realizzano interventi incentivati con pompe di calore, sistemi ibridi, biomassa o solare termico.

Può sembrare un dettaglio tecnico, ma in realtà ha un impatto diretto sull’efficienza del sistema.

Le pompe di calore funzionano al meglio quando lavorano in modo continuo e modulante. Se il sistema di distribuzione del calore non è regolato correttamente, la macchina è costretta ad accendersi e spegnersi frequentemente, riducendo così l’efficienza complessiva e aumentando i consumi.

Le valvole termostatiche permettono invece di:

  • controllare meglio la temperatura dei singoli ambienti
  • stabilizzare il funzionamento dell’impianto
  • migliorare il rendimento reale della pompa di calore.

Sono previste alcune eccezioni, ad esempio nei casi in cui l’installazione non sia tecnicamente possibile o negli impianti progettati con temperature molto basse del fluido termovettore.

Sistemi ibridi: tre tipologie previste dalla normativa

Il nuovo decreto chiarisce anche il funzionamento degli impianti ibridi, cioè quelli che combinano una pompa di calore con una caldaia a condensazione.

Questi sistemi, al momento, sono molto diffusi perché consentono una transizione graduale verso soluzioni completamente elettriche.

La normativa distingue tre tipologie principali.

La prima è quella dei sistemi integrati di fabbrica, dove pompa di calore e caldaia sono progettate insieme dal produttore e funzionano come un’unica unità.

La seconda riguarda gli impianti bivalenti assemblati in opera, cioè combinazioni tra pompa di calore e caldaia realizzate durante l’installazione. In questo caso è richiesta una specifica asseverazione tecnica che dimostri la compatibilità tra i due generatori e il corretto funzionamento del sistema di controllo.

La terza categoria è quella delle pompe di calore add-on, installate su impianti esistenti con caldaie relativamente recenti. Anche in questo caso è necessario dimostrare che i due sistemi lavorino in modo coordinato.

L’obiettivo della normativa è evitare configurazioni poco efficienti e garantire che la pompa di calore venga utilizzata realmente come generatore principale quando le condizioni climatiche lo permettono.

Monitoraggio e gestione intelligente dell’impianto

Un impianto efficiente non dipende solo dalla macchina installata, ma anche da come viene gestito nel tempo.

È per questo che sempre più sistemi moderni integrano piattaforme di monitoraggio che permettono di controllare parametri come:

  • consumi elettrici
  • temperature di mandata e ritorno
  • cicli di funzionamento del compressore
  • prestazioni stagionali effettive.

I dati consentono di verificare che l’impianto stia funzionando come previsto dal progetto e permettono di intervenire rapidamente in caso di anomalie.

Il monitoraggio diventa ancora più importante quando la pompa di calore è integrata con impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo o sistemi di gestione intelligente dell’energia domestica.

Perché le nuove regole migliorano l’efficienza degli impianti

L’obiettivo delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 5/2026 è ridurre la distanza tra prestazioni teoriche e prestazioni reali.

In passato poteva capitare che un impianto risultasse molto efficiente sulla carta ma non concretamente, a causa di una progettazione sommaria o di componenti non adeguati.

Con i nuovi requisiti:

  • vengono incentivati solo sistemi realmente efficienti
  • si migliora la qualità della progettazione degli impianti
  • si favorisce la riduzione effettiva dei consumi energetici.

Per chi sta pensando di installare una pompa di calore nel 2026, la scelta dell’installatore e del progetto diventa quindi ancora più importante.

Pompe di calore: perché convengono ancora nel 2026

Nonostante i requisiti più stringenti, le pompe di calore restano una delle soluzioni più vantaggiose per migliorare l’efficienza energetica della casa.

Se progettate correttamente, permettono di:

  • ridurre i consumi energetici
  • diminuire le emissioni di CO₂
  • aumentare il comfort abitativo
  • valorizzare l’immobile.

Inoltre possono essere integrate facilmente con impianti fotovoltaici, per rendere l’abitazione sempre più autonoma dal punto di vista energetico.

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