Se vivi in condominio e il tuo riscaldamento è già dotato di ripartitori o contacalorie, probabilmente li hai installati anni fa per adeguarti a un obbligo che allora sembrava già una novità importante. Oggi le regole diventano più severe: entro il 1° gennaio 2027 questi dispositivi dovranno essere leggibili a distanza, senza bisogno che nessuno entri fisicamente in ogni appartamento per rilevare i consumi. Molti impianti installati anche di recente non sono predisposti per farlo, e il tempo per mettersi in regola è sempre meno.
Cosa cambia rispetto a qualche anno fa
Quando molti condomìni installarono i primi sistemi di contabilizzazione, il riferimento normativo era il D.Lgs. 102/2014, pensato principalmente per introdurre il principio del “pagare in base a quanto si consuma” invece che dividere le spese solo per millesimi. Da allora, però, l’Unione Europea ha alzato l’asticella: con il D.Lgs. 73/2020, che recepisce la Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica (EED), gli obblighi si sono fatti più stringenti e tecnologicamente più avanzati. Il risultato è che molti dei dispositivi installati anni fa oggi non bastano più: non perché siano guasti, ma perché non sono nati per comunicare i dati da remoto come richiede la norma attuale.
La scadenza da segnare in agenda: telelettura entro il 1° gennaio 2027
È questa la data chiave attorno a cui ruota tutto il resto: entro quel giorno, tutti i ripartitori di calore e i contatori di riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria dovranno essere leggibili da remoto. Se il tuo condominio ha ancora dispositivi che richiedono una lettura manuale, andranno adeguati o sostituiti, a meno che non si dimostri un’impossibilità tecnica reale o costi sproporzionati rispetto al beneficio ottenuto.
Perché si passa alla lettura da remoto
L’idea di fondo è semplice: più i condomini sanno quanto stanno consumando, più facilmente possono intervenire per risparmiare. Una lettura all’anno, come accadeva finora nella maggior parte dei casi, non basta più a garantire questo tipo di consapevolezza. Con la telelettura, invece, la normativa richiede una frequenza molto più alta:
- almeno 3 rilevazioni all’anno per gli impianti di solo riscaldamento;
- almeno 6 rilevazioni all’anno quando è presente anche la produzione di acqua calda sanitaria.
A questo si aggiunge un altro elemento non secondario: il sistema deve garantire che i dati vengano raccolti, conservati e gestiti correttamente, in un contesto sempre più digitale, non solo trasmessi, ma anche archiviati in modo affidabile nel tempo.
Un mercato ancora impreparato: perché conviene muoversi prima
Vediamo un dato che dovrebbe far riflettere chi amministra o vive in un condominio: nonostante l’obbligo esista dal 2020, oggi solo il 3% del patrimonio immobiliare italiano risulta pienamente conforme alla direttiva EED. Anche guardando solo agli impianti installati dopo il 2020, quindi teoricamente già pensati per le nuove regole, la conformità sale appena al 5-6%.
Questo scarto tra scadenza normativa e stato reale degli impianti apre uno scenario prevedibile: più ci si avvicina al 2027, più aumenterà la richiesta di installazioni, configurazioni e collegamenti alle reti dati. E un mercato sotto pressione significa tempi di attesa più lunghi e minore disponibilità di tecnici e materiali. Chi si organizza con anticipo evita la corsa dell’ultimo momento.
Adeguare o sostituire?
Non tutti gli impianti dovranno essere buttati via e rifatti da zero. In molti casi è possibile intervenire con un aggiornamento e una remotizzazione dei dispositivi già esistenti, senza dover sostituire l’intero sistema.
In altre situazioni, invece, il rinnovo completo può trasformarsi in un’occasione utile per fare un salto di qualità:
- passare a sistemi più moderni e scalabili nel tempo;
- garantire che i dati di consumo restino di piena proprietà del condominio;
- evitare di restare legati a un unico fornitore per la gestione dei dati;
- migliorare complessivamente la gestione energetica dell’edificio.
Da obbligo normativo a opportunità concreta per il condominio
Vista con la giusta prospettiva, questa scadenza non è solo una scomodità burocratica da smaltire in fretta. Per chi vive in condominio significa poter contare su un controllo più puntuale dei consumi, una ripartizione delle spese più trasparente e strumenti di gestione dell’impianto più evoluti rispetto al passato. Per amministratori e tecnici, invece, si apre la possibilità di trasformare un adempimento di legge in un intervento di valore per l’edificio, scegliendo soluzioni affidabili e già pensate per gli anni a venire, invece che rispondere all’ennesimo aggiornamento tra qualche stagione.
Il tuo condominio ha ancora ripartitori o contatori da adeguare alla telelettura?
Meglio non aspettare l’ultimo periodo prima della scadenza. Il team di Baldina, attivo da oltre 40 anni nell’assistenza tecnica su impianti termici nelle province di Varese, Milano, Como e Novara, può aiutarti a valutare lo stato del tuo impianto e capire se basta un aggiornamento o se conviene un rinnovo completo. Contattaci per una consulenza tecnica: meglio pianificare oggi che ritrovarsi di fretta nel 2027.


