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Riscaldamento ad idrogeno verde: può davvero essere il futuro?

Il futuro del riscaldamento a idrogeno

Si sta parlando sempre più spesso, negli ultimi tempi, della possibilità di riscaldare gli ambienti facendo ricorso all’idrogeno verde, un’idea che fino a pochi anni addietro sarebbe risultata quantomeno bislacca, ma alla quale oggi viene riservata una considerazione sempre maggiore.

L’utilizzo dell’idrogeno verde nel mondo

Gli esempi, in tal senso, sono numerosi, a cominciare dal Giappone, dove è stata progettata la prima casa a idrogeno solare.

In Germania è stato realizzato il progetto Wasserstoff-Insel Öhringen, che significa appunto “isola dell’idrogeno di Öhringen”: in questa città tedesca, infatti, alcune decine di famiglie stanno testando per le loro necessità residenziali l’impiego di una miscela costituita da idrogeno verde per il 30%.

Le novità non mancano neppure in Italia: l’Università del Sannio ha realizzato H-Zeb, edificio alimentato da energia fotovoltaica e geotermica, utilizzato come residenza per studenti, che funge da vero e proprio laboratorio per la valutazione dell’impiego dell’idrogeno per la produzione di energia e calore, inoltre la start up E. Hy. Solution S.p.A. ha brevettato una delle prime caldaie a idrogeno.

Vantaggi e criticità dall’idrogeno per il riscaldamento

Ma cosa si può dire circa la possibilità di utilizzare l’idrogeno con questa finalità? Può essere realmente una strada perseguibile?

Le opinioni, a riguardo, sono molto contrastanti, quel che è certo è che tale possibilità presenta sia dei pro che dei contro.

L’idrogeno verde è un gas che brucia in modo assolutamente pulito, che può peraltro essere prodotto interamente da acqua e rinnovabili locali.

Il suo impiego, dunque, garantirebbe un duplice vantaggio: da un lato quello di liberarci del gas fossile di importazione e dall’altro quello inerente agli obiettivi di decarbonizzazione.

Le criticità, per contro, sono diverse, soprattutto per quel che concerne il costo, di gran lunga superiore rispetto ad altre tecnologie alternative quali pompe di calore, solare termico e teleriscaldamento.

La maggiore criticità non è individuabile nel costo in senso stretto, quanto piuttosto nella complessiva efficienza, che nelle caldaie alimentate ad idrogeno verde sarebbe ben 6 volte inferiore rispetto alle suddette tecnologie.

Non bisogna trascurare, inoltre, le cospicue spese che i consumatori dovrebbero accollarsi per l’acquisto e per la gestione degli impianti, spese che col tempo, una volta acquisita una maggiore maturità tecnologica, andrebbero verosimilmente a ridursi, ma che oggi costituiscono effettivamente un ostacolo non trascurabile.

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